Bambini e relazioni amicali: qual è l’importanza?

All’interno del gruppo dei pari possono nascere relazioni amicali fondamentali per il futuro sviluppo psicologico e sociale. Bambini che non hanno un rapporto di amicizia con un’altra persona possono avere uno sviluppo sociale distorto. L’amicizia è definibile come una relazione positiva, intima o reciproca che generalmente si riferisce a rapporti diadici.

Le relazioni amicali: perché sono importanti

All’interno delle relazioni amicali i bambini scoprono giochi sempre più cooperativi e complessi e iniziano a comprendere come gestire e risolvere i conflitti nella maniera più appropriata. Nel gruppo dei pari, infatti, non sempre si convive in armonia ma, spesso nascono dei litigi: i conflitti sono più frequenti con gli amici che con i non amici.

relazioni amicali: importanza

Amicizia e scuola

L’amicizia risulta anche importante per adattarsi al contesto scolastico e ciò è dimostrato dal fatto che i bambini con amici in confronto a quelli che non hanno relazioni amicali hanno la capacità di rispondere in maniera corretta alle richieste dell’istituzione scolastica (hanno quindi profitti migliori e sono più integrati nel gruppo classe) e inoltre manifestano una quantità maggiore di comportamenti prosociali (Tomada, 2002).

I bambini con molti amici sono caratterizzati da stabilità e sensibilità emotiva, sicurezza di sé e socievolezza. Anche Catellino (2000) ha riconfermato che avere molti amici riduce il malessere psicologico in adolescenza.

L’importanza dell’amicizia per lo sviluppo dell’individuo è stata approfondita anche da altri autori come Rose e Asher (2000) e Rubin, Bukowski e Parker (2006). I bambini che non hanno amici, come chi è rifiutato dal gruppo dei pari, sembrano essere a rischio di un disadattamento psicologico. In particolare, i ricercatori hanno dimostrato che la mancanza di relazioni amicali può rendere il soggetto particolarmente vulnerabile agli effetti di esperienze negative con il gruppo dei pari.

Ad esempio, Hodges, Boivin, Vitaro e Bukowski (1999) hanno notato che l’amicizia svolge un ruolo protettivo nel rapporto tra vittimizzazione e internalizzazione e esternalizzazione dei problemi tra i bambini della stessa età. In particolare, nei casi di vittimizzazione aumentano i problemi di internalizzazione ed esternalizzazione solo nei bambini che non avevano una relazione di mutua amicizia. Inoltre, i bambini senza amici hanno maggiori probabilità di soffrire di solitudine (Brendgen, Vitaro e Bukowski, 2000; Parker e Asher, 1993) e mostravano bassi livelli di abilità sociali (Clark e Drewry, 1985). La mancanza cronica di un’amicizia reciproca durante l’infanzia è stata associata con la timidezza e sfocia in problemi di internalizzazione in età successive (Ladd e Troop-Gordon, 2003; Parker e Seal, 1996).

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