Competenza sociale e status sociometrico

Sin dalla sua nascita il bambino è inserito all’interno di una rete relazionale che diventa sempre più complessa a livello strutturale. Nei primi anni di vita questa rete sociale può essere individuata nella famiglia ma ben presto, in corrispondenza dell’ingresso a scuola del bambino, la fitta trama di relazioni sociali aumenta notevolmente. All’interno della scuola il bambino ha quindi la necessità di sviluppare nuove e più complesse capacità cognitive che gli consentiranno di far fronte alle esigenze dettate dall’ambiente relazionale scolastico. Il grado in cui il bambino padroneggia queste capacità varia da individuo ad individuo: vi saranno quindi bambini socialmente più o meno abili nel relazionarsi con gli altri.

L’abilità di saper rispondere in maniera adeguata al contesto relazionale e all’ambiente in cui si è inseriti generando reazioni positive da parte degli altri costituisce quindi la competenza sociale.

competenza sociale:gruppo classe

Competenza sociale: definiamola

La competenza sociale è stata definita in modi differenti: ad ogni definizione ovviamente corrisponde un quadro teorico di riferimento differente. Putallaz e Gottman definiscono la competenza sociale come “gli aspetti del comportamento sociale importanti per la prevenzione della malattia fisica o della psicologia in bambini e adulti”, Goldfried e D’Zurilla la definiscono invece come “la risposta efficace dell’individuo a specifiche situazioni di vita”. Dodge e altri studiosi (1986) danno invece una definizione più ecologica dell’individuo socialmente competente definendolo come “colui che è in grado di far uso delle risorse ambientali e personali per raggiungere un buon risultato evolutivo”. Essere socialmente competenti significa quindi relazionarsi alle regole dell’ambiente al quale si appartiene, ma anche saper costruire una rete sociale ampia e differenziata sia con i coetanei sia con gli adulti generando rapporti di breve e lunga durata. Il bambino socialmente competente quindi sarà colui che riuscirà padroneggiare la “grammatica sociale” che Caprara (1992) definisce come quell’insieme di regole condivise che indicano il modo in cui bisogna comportarsi nell’ambiente sociale e che consentono di crearsi delle aspettative sul comportamento degli altri. Parlando di competenza sociale dobbiamo fare quindi riferimento a due aspetti fondamentali: il comportamento del bambino e l’ambiente all’interno del quale il soggetto è inserito, un ambiente ricco di relazioni tra pari.

competenza sociale: status sociometrico

Lo status sociometrico

Per studiare le relazioni tra coetanei nel gruppo generalmente si fa riferimento alla dimensione del gruppo-classe: la classe scolastica è un esempio di piccolo gruppo. All’interno del gruppo-classe si creano delle strutture relazionali con molta rapidità e tali legami sono caratterizzati da scopi comuni, dalle norme, dalle caratteristiche di ogni singolo soggetto e dalle preferenze oppure dalle antipatie che si creano tra i soggetti. La capacità di relazionarsi all’interno del gruppo richiede delle specifiche competenze e il grado di competenza determina la posizione che il singolo occupa all’interno del gruppo.

Lo status sociometrico rappresenta proprio la posizione del bambino tra i coetanei e si può definire come il grado in cui i bambini piacciono o non piacciono ai coetanei che fanno parte del loro stesso gruppo. La competenza sociale è valutata attraverso questo indicatore che rappresenta uno degli indicatori più usati nella ricerca. Per definire lo status sociometrico si utilizza una tecnica molto usata ovvero, la nomina dei pari che Pastorelli (1994) definisce come il processo attraverso cui i membri di un gruppo valutano in quale misura gli altri membri presentano determinate caratteristiche e condotte. I primi ricercatori che hanno utilizzato il metodo della nomina dei pari per descrivere le relazioni tra coetanei avevano definito lo status sociometrico in funzione del numero di nomine ricevuto dal bambino come amico o compagno di gioco preferito (Northway, 1946). Questo appena descritto era ovviamente un approccio unidimensionale che ben presto fu ritenuto troppo restrittivo cosicché, oltre alle nomine positive furono introdotte le nomine negative (Lemann e Solomon, 1952).

L’utilizzo congiunto di nomine positive e nomine negative inizialmente aveva lo scopo di differenziare “preferenza sociale” e “impatto sociale”. A partire da questo modello, Lemann e Solomon (1952) hanno definito una classificazione a tre livelli:

  • livello alto (numero elevato di nomine positive);
  • livello intermedio ( numero elevato di nomine positive e negative);
  • livello basso (numero elevato di nomine negative).

Questo modello è stato ampliato da Dunnington (1957) tramite l’aggiunta di una misura dell’impatto sociale che corrisponde alla visibilità relativa del bambino all’interno del gruppo.

Successivamente, Peery (1979) ha approfondito questo modello attraverso la creazione di una struttura a due dimensioni ortogonali che ha rappresentato una rivoluzione delle tecniche sociometriche. Il modello a due dimensioni è stato ulteriormente teorizzato da Coie, Dodge e Coppottelli (1982) che definiscono operazionalmente accettazione e rifiuto da parte dei pari come le nomine di “preferito” e “meno preferito” che ogni soggetto riceve. Dopo aver standardizzato questi valori si ottengono gli indici di “impatto sociale” (costituito dai valori indicanti accettazione sommati ai valori indicanti rifiuto) e “preferenza sociale” (costituito dai valori indicanti accettazione sottratti ai valori indicanti rifiuto).

Dato che la classificazione dello status sociometrico in popolare, rifiutato e medio (lo status medio caratterizza i bambini che si trovavano in una posizione intermedia tra i due gruppi estremi) non era esaustiva, Coie e Dodge (1983, 1988) hanno inserito gli isolati (neglected) e i controversi.

Newcomb e Bukowsky (1983) hanno invece proposto un metodo basato su criteri probabilistici piuttosto che su punteggi standardizzati ma questa tecnica risulta di difficile applicazione nel caso in cui ai bambini viene data la possibilità di nominare illimitatamente. Possiamo affermare che questi due metodi posseggono caratteristiche psicometriche simili.

Per sintetizzare, quindi, lo status sociometrico viene classificato in tal modo:

  • Popolari: definisce i bambini che ottengono molte nomine positive e poche negative;
  • Rifiutati: i bambini che ricevono molte nomine negative e poche positive;
  • Isolati: coloro che hanno basso impatto sociale poiché ricevono poche nomine positive e negative;
  • Nella media: definiti da un numero di nomine positive e negative nella media;
  • Controversi: questi soggetti ricevono molte nomine sia positive sia negative.

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