Relazioni con i pari: l’importanza per il bambino

La letteratura psicologica ha evidenziato l’importante ruolo delle interazioni con i pari durante l’intero arco di vita. Il ruolo delle relazioni tra pari diventa ancor più evidente durante i periodi di transizione: in questi momenti che scandiscono la crescita dell’individuo, esso assume notevole importanza ed in particolar modo, l’influenza delle relazioni interpersonali con i coetanei risulta evidente soprattutto in corrispondenza della fase in cui il contesto familiare inizia a “diventare stretto” al bambino.

importanza delle relazioni con i pari: socializzazione

Il bisogno di uscire dal guscio familiare

In questo periodo, il bambino sente la necessità di distaccarsi emotivamente dai propri familiari e inizia un processo di emancipazione al di fuori del contesto casalingo cercando nuove esperienze con altri coetanei. In tal senso, il gruppo dei pari rappresenta uno strumento primario per mezzo del quale ogni individuo realizza la propria “nascita sociale” elaborando il lutto dell’abbandono degli assetti infantili e dell’autocentratura sul proprio sistema familiare: mettendo in discussione il passato, il soggetto inizia ad entrare nell’universo degli adulti.

Per analizzare questo nuovo mondo relazionale rappresentato dal gruppo dei pari è bene presentare sin da subito una definizione univoca di questa dimensione interpersonale.

Chi sono i pari? Perchè sono importanti queste relazioni?

Santrock definisce i pari come individui che hanno la stessa età o lo stesso livello di maturità.

Le interazioni con individui della stessa età svolgono un importante ruolo nella cultura dei paesi sviluppati. Una delle più importanti funzioni è data dal fatto che il gruppo dei pari fornisce una fonte di informazioni sul mondo, esterna alla famiglia. Inoltre, gli adolescenti ricevono costantemente dei feedback sulle proprie capacità dal gruppo dei pari: gli adolescenti apprendono se quello che fanno è migliore o peggiore di ciò che i loro coetanei fanno. Apprendere ciò all’interno della propria famiglia può essere complesso poiché solitamente, la differenza di età con i fratelli e la rivalità con essi non consentono un confronto accurato.

I bambini interagiscono con i pari all’interno di gruppi ancor prima di entrare nell’ambiente scolastico. Sin dalla prima fanciullezza i bambini formano spontaneamente gruppi di amici e generalmente queste nuove formazioni sono omogenee per quanto riguarda età e sesso. Il gruppo svolge delle funzioni sociali di notevole rilevanza: permette l’interazione relazionale con altri coetanei e consente lo sviluppo del senso di appartenenza. Durante la preadolescenza, è fondamentale sentirsi accettati dal gruppo dei coetanei. Secondo Rubin, sentirsi apprezzati dagli altri e percepire di essere riconosciuti dai propri simili genera un senso di affermazione personale.

Le esperienze di gruppo possono essere molteplici e quindi, prima di andare avanti con l’analisi delle relazioni tra i pari, è bene effettuare una distinzione tra le diverse tipologie aggregative che si possono generare quando più coetanei entrano a contatto.

gruppo dei pari-limportanza sociale

Gruppi formali e informali: definizione

Una distinzione basilare è quella tra gruppi formali e gruppi informali (detti anche spontanei):

  • I gruppi formali (ad es., i gruppi sportivi, religiosi, politici) sono caratterizzati dalla motivazione al perseguimento di un obiettivo dichiarato e dalla presenza all’interno del gruppo stesso di una o più figure di controllo e promozione.
  • Il gruppo informale fa riferimento alle aggregazioni di soggetti che si formano in maniera spontanea o naturale. Tali aggregazioni non fanno riferimento ad un obiettivo specifico da perseguire. La coesione del gruppo si basa sull’intensità della relazione e della comunicazione tra i membri del gruppo stesso e sulla condivisione del tempo libero e del divertimento.

Da una ricerca di Palmonari, Pombeni e Kirchler risulta che il 90% degli adolescenti individua come riferimento significativo per il proprio sviluppo la partecipazione ad uno specifico gruppo di coetanei (sia esso formale o informale). Di contro, non è da sottovalutare una percentuale pari al 10% di adolescenti che dichiara di non intrattenere rapporti con i pari di tipo continuativo: parte di questa percentuale di soggetti afferma che ciò avviene per una propria difficoltà nell’instaurare relazioni interpersonali con i coetanei e ciò, comporta vissuti di solitudine e disagio.

Gli adolescenti comprendono ciò che sono identificandosi con il gruppo dei pari. Nel corso degli anni, il gruppo dei pari diventa sempre più significativo per lo sviluppo sociale dell’adolescente. Dal gruppo dei pari dipendono alcuni aspetti dello sviluppo del benessere della persona e Sullivan definisce le relazioni tra pari come la base tramite cui il senso di benessere e lo sviluppo del sé prendono forma.

Partecipare alla vita sociale e alle relazioni interpersonali fornisce le risorse per affrontare con successo i compiti evolutivi. Capire in che modo la relazione con i coetanei influenza il comportamento dell’adolescente e la sua salute emotiva è cruciale per procedere ad una valutazione accurata e ad un intervento appropriato.

Famiglia e gruppo dei pari

Analogamente alla famiglia, il gruppo dei pari assolve funzioni d’integrazione e socializzazione dell’individuo nel contesto sociale; in particolar modo infatti:

  • soddisfa il bisogno di appartenenza degli adolescenti offrendo sostegno nell’espressione del bisogno di esplorazione, sfida e rischio;
  • rafforza l’identità offrendo nuovi modelli e valori;
  • rappresenta un tramite con la società fornendo sostegno al processo di separazione dalla nicchia affettiva primaria e consentendo l’ingresso in quella secondaria.

Le relazioni tra pari rappresentano il contesto all’interno del quale avviene lo sviluppo cognitivo, sociale ed emotivo del bambino. Ovviamente, le relazioni con l’adulto di riferimento non sono affatto da trascurare ma, la simmetria relazionale che solo tra i pari può realmente prender forma fa sì che queste relazioni siano fondamentali per lo sviluppo del bambino in quanto, come affermano Furman e Buhrmester solo le relazioni tra pari assicurano una posizione relativamente uguale in termini di potere dal momento che all’interno della definizione di pari vi è la condivisione di età, abilità e ruolo. L’importanza delle relazioni tra i pari si evince nello sviluppo delle capacità cognitive le quali, possono svilupparsi solo all’interno del gruppo dei pari, dove vi è una omogeneità di pensiero.

I bambini tendono ad esprimersi più liberamente con i pari piuttosto che con gli adulti proprio grazie a questa uguaglianza e relazionandosi ai pari, come affermava Vygostkij, i bambini apprendono nuove abilità e si evolvono a livello cognitivo. Sulla stessa linea di Vygostkij, risultano interessanti anche le intuizioni di Bukowski e Hoza e Hartup secondo cui, le interazioni con i pari offrono al bambino la possibilità di apprendere efficaci abilità comunicative che consentono l’apprendimento e la cooperazione.

Facendo tesoro di queste basi teoriche, numerosi ricercatori internazionali hanno evidenziato l’importanza dei pari durante le fasi dello sviluppo e, dall’analisi della letteratura, risulta evidente che l’argomento andrebbe approfondito in Italia tramite nuove ricerche scientifiche che partano dalla conferma dei dati esteri fino ad arrivare alla produzione di nuove intuizioni originali sul tema delle relazioni con i pari.

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